La recente bozza di decreto del MIUR ha previsto misure eccezionali per gli studenti bloccati a casa dalla pandemia. Con le scuole chiuse da almeno un mese in tutto il Paese si è ipotizzata a lungo una promozione in blocco di tutti gli scolari ma le problematiche connesse sono state oggetto di lungo dibattito. Ed ancora oggi tante ipotesi ventilare dal Ministero incontrano perplessità o aperte critiche.
Uno dei risvolti nel mirino è la mancata considerazione dei centri studi, soggetti che rappresentano una fetta importante della formazione scolastica ma dimenticati dal Ministero. “Una mancanza grave – argomenta Andrea Delia di Paideia – Specie se pensiamo che ad esempio in Lombardia più di uno studente su 10 si forma proprio nei centri studi”. E per quanto riguarda l’e-learning Paideia è tra i soggetti all’avanguardia avendo avviato la piattaforma digitale già ad inizio emergenza mentre le scuole pubbliche hanno impiegato più tempo per organizzarsi e con un programma curricolare decisamente ridotto. “Collaborare col MIUR? Io sono disponibile – conferma Delia – Anzi spero che proposte e critiche arrivino alle orecchie del Ministro”.
