Latitante kosovaro catturato a Treviso – TG Plus NEWS
Notizie 8 marzo – edizione mattina
Cronaca. Latitante kosovaro catturato a Treviso
Sulla sua testa pendeva un mandato di cattura per traffico internazionale di droga. Ma l’uomo, un 40enne originario del Kosovo, non si curava del provvedimento emesso dal gip del Tribunale di Trento e girava per Treviso progettando nuovi atti criminosi. Mercoledì gli agenti di una volante della Questura lo hanno intercettato in centro storico mentre fotografava i sistemi di sicurezza di un negozio: vistosi scoperto, il malvivente ha tentato di mescolarsi ad una comitiva di turisti austriaci ma è stato alla fine riconosciuto e catturato. Ora si trova nel carcere di Santa Bona.
Cronaca. Concessionaria fantasma, acquirente truffato
Aveva deciso di ordinare una Mercedes Coupè nuova ed attraverso internet era giunto ad un autosalone trevigiano. Ma dopo un giro di prova e due versamenti di acconto da 10 e 16mila euro, la vettura non è arrivata e dal concessionario non sono giunte notizie. Così un imprenditore trentino ha sporto denuncia per truffa, scoprendo di non essere l’unica vittima di un sistema delinquenziale che negli ultimi anni ha raggirato anche altri acquirenti di auto.
Attualità. Ambulanti irregolari, fioccano le multe
Con il Carnevale si è intensificata l’opera di controllo della polizia locale nei confronti delle attività commerciali, specie quelle ambulanti. Proprio durante il Martedì Grasso i vigili urbani hanno elevato due contravvenzioni. La prima ha riguardato un abusivo, privo di autorizzazione, che si è visto non solo comminare la multa ma sequestrare l’intero banco dei dolciumi; la seconda ha colpito un venditore in possesso di licenza ma pizzicato mentre vendeva al bastione San Marco, zona vietata agli ambulanti.
Cronaca. Litigio per il prosecco tra vicini
Una vera guerra di vicinato tra accuse, sabotaggi e pestaggi: questo il resoconto della lite scoppiata nel 2016 a Colfosco di Susegana ed approdata in tribunale tra una famiglia di viticoltori ed i residenti confinanti con il fondo agricolo. Dopo aver contestato l’utilizzo di pesticidi nocivi, i vicini dei viticoltori avrebbero usato del diserbante per uccidere le colture come ritorsione. Colti il flagranza, i sabotatori sarebbero stati picchiati dagli agricoltori. Ora tutti e cinque i protagonisti della vicenda sono a processo: tre per danneggiamento, due per percosse e lesioni.













