Postura, denti e performance – TG Plus CICLISMO
Il dottor Paolo Campion spiega il legame tra occlusione, equilibrio posturale e rendimento atletico: «La bocca è l’ultimo anello della catena che parte dai piedi»
Quando si parla di performance sportiva si pensa subito ad allenamento, alimentazione e preparazione mentale. Esiste però un aspetto spesso sottovalutato che può incidere in modo significativo sul rendimento di un atleta: l’occlusione dentale. A spiegarlo è il dottor Paolo Campion, medico dentista e ortodontista, intervenuto ai microfoni di TG Plus Ciclismo.
«L’occlusione rappresenta l’ultimo anello di una lunga catena posturale che parte dai piedi – spiega Campion –. Se esiste un blocco a livello mandibolare è difficile creare le condizioni ideali affinché il corpo possa esprimere il massimo delle proprie potenzialità».
Secondo lo specialista, una postura alterata può costringere l’organismo a consumare energie preziose semplicemente per mantenere l’equilibrio. Energie che, in condizioni ottimali, potrebbero invece essere impiegate nell’attività sportiva. Da qui l’importanza di valutare anche la funzionalità dell’apparato masticatorio all’interno del percorso di preparazione dell’atleta.
Negli ultimi anni l’ortodonzia applicata allo sport ha compiuto importanti passi avanti grazie a nuove tecnologie e a una crescente attenzione verso l’approccio multidisciplinare. Tra gli strumenti più conosciuti c’è il bite, dispositivo che consente di ridurre interferenze e tensioni a livello mandibolare, favorendo un migliore assetto posturale.
«Il bite non è una soluzione magica – precisa Campion – ma può aiutare a eliminare quei condizionamenti che impediscono al sistema muscolo-scheletrico di lavorare in modo efficiente». Un aspetto particolarmente rilevante nel ciclismo, disciplina che richiede il mantenimento di posizioni prolungate e spesso poco naturali.
Una frontiera ancora poco conosciuta ma che, secondo gli esperti, potrebbe rappresentare un tassello importante nella ricerca della massima efficienza fisica. Perché, come una bicicletta perfettamente regolata, anche il corpo umano dà il meglio di sé quando ogni componente lavora in armonia.












