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Si cercano soldi per finire il Mose – Tg Plus NEWS Venezia

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Tg Plus Venezia – edizione di martedì 3 marzo

Cronaca. Mose: alla ricerca dei soldi per finire l’opera

Il Consorzio Venezia Nuova non avrebbe più i soldi per pagare le imprese e neppure i dipendenti. Tutto questo ha comportato, tra l’altro, una situazione di stallo in cui versa il MOSE, il sistema di dighe mobili per contrastare il fenomeno dell’acqua alta. Per far fronte a questo problema, ieri il commissario straordinario, Elisabetta Spitz, e il provveditore alle opere pubbliche del Triveneto, Cinzia Zincone, sono andate a Roma, per incontrarsi con il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture e la Ragioneria di stato, allo ricerca dei fondi necessari per completare il MOSE.

Cronaca – Allarme bomba all’aeroporto Marco Polo

Un bagaglio lasciato incustodito ha fatto scattare l’allarme bomba ieri all’aeroporto Marco Polo di Tessera. Sul posto sono intervenuti gli artificieri ed è stato evacuato il primo piano dello scalo veneziano. Il bagaglio, probabilmente dimenticato da un passeggero, è stato fatto brillare verso le 17,50 ed è stato scoperto che conteneva ceramiche.

Cronaca. Coronavirus, Brugnaro: “Venezia non si ferma”

“Niente allarmismi né polemiche, ma fare squadra”. Sono le parole di Luigi Brugnaro, Sindaco di Venezia, il quale ieri ha incontrato le categorie economiche della città. “La città è viva e vuole reagire, senza sottovalutare la situazione ma Venezia deve andare avanti”, ha affermato il primo cittadino, in relazione al momento di difficoltà, anche economiche, a causa dell’emergenza Coronavirus. All’incontro sono intervenuti, fra gli altri, il presidente di Confindustria Vincenzo Marinese, che ha rappresentato un calo del fatturato del 30% e ha lanciato la proposta di un patto industriale dal Veneto per l’intero Paese, ed l presidente di Coldiretti, Andrea Colla, che ha espresso la speranza che i consumatori valorizzino in questa situazione i prodotti a KM 0.

Cronaca. Maltrattava la madre, condannata

Maltrattava l’anziana madre fin dal 2015, costringendola persino ad andare a chiedere l’elemosina. Il giudice per l’udienza preliminare di Venezia ha condannato a due anni e due mesi, per maltrattamenti in famiglia, una sessantenne del Lido. Le indagini sono scattate a seguito delle segnalazioni di alcuni vicini di casa e conoscenti dell’ottantenne, la quale però non solo ha sempre negato di essere stata vittima di vessazioni, ma anzi avrebbe espresso la volontà di tornare a vivere con la figlia.


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