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Comunità energetiche: la normativa-TG Plus ECONOMIA

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Come sono regolate le comunità energetiche? La Direttiva Europea RED II prevede il sostegno finanziario alla produzione e all’autoconsumo di energia elettrica da fonti rinnovabili. Ce lo spiega l’Avvocato Francesco Acerboni.

Ricorrendo alle Fonti Energetiche Rinnovabili (FER), dunque, possibile realizzare un mercato dell’energia equo e sostenibile, che apporti all’umanità benefici ambientali, sociali, sanitari ed economici.

In quest’ottica le energy community costituiscono uno stimolo alla produzione di energia rinnovabile e un’opportunità di risparmio per i consumatori che vi aderiscono. La Direttiva prevede pertanto che vengano riconosciuti ai cittadini europei una serie di diritti affinché possano costituire e aderire a una comunità energetica.

 Come funzionano le comunità energetiche in Italia? Cosa dice la normativa italiana? Per quel che concerne il nostro Paese, la normativa sulle comunità energetiche rinnovabili consiste nell’articolo 42-bis del Decreto Milleproroghe 162/2019 (convertito con la Legge n. 8/2020 del 28 febbraio 2020), nei relativi provvedimenti attuativi (la delibera 318/2020/R/eel dell’ARERA e il DM 16 settembre 2020 del MiSE) e nel D.Lgs. 199/2021, che dà attuazione alla Direttiva Europea RED II sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili.

In sintesi, le comunità energetiche rinnovabili sono un soggetto giuridico che:

  • Si basa sulla partecipazione aperta e volontaria.
  • È costituito da persone fisiche, PMI, enti locali, comprese le amministrazioni comunali.
  • Ha come obiettivo principale quello di fornire benefici ambientali, economici o sociali a livello di comunità ai suoi azionisti o membri o alle aree locali in cui opera.

Inoltre, la normativa vigente garantisce ai soggetti associati di mantenere i loro diritti di cliente finale e di poter uscire dalla comunità quando lo desiderano, non specificando la tecnologia rinnovabile da adottare.

Quanto al dimensionamento, all’allacciamento e all’età degli impianti di produzione dell’energia elettrica da fonti rinnovabili, il D.Lgs. 199/2021 stabilisce che possano avere una potenza complessiva fino a 1 MW ed essere connessi alla rete elettrica attraverso la stessa cabina primaria su cui insistono gli iscritti alla comunità. Inoltre, possono aderire alla comunità energetica anche impianti a fonti rinnovabili già esistenti alla data di entrata in vigore del D.Lgs., purché in misura non superiore al 30% della potenza complessiva che fa capo alla comunità.

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