Tg Plus Sport 31 ottobre. Nibali si racconta a fine stagione. Intervista a Vincenzo Nibali
Vincenzo Nibali si presenta puntuale all’appuntamento con la terra trevigiana. A Bessica di Loria, lo attendono tifosi e amici. La famiglia Contarin è da anni legata a lui. Non appena diventato professionista con la Liquigas, Antonio Contarin, il titolare delle Pelletterie Contarin lo ha voluto conoscere e subito se ne è innamorato ciclisticamente. E in contemporanea è iniziato il lungo rapporto con la Liquigas e con il gruppo di Amadio e Zanatta. Un amore infinito esattamente con il trofeo del Giro d’Italia per questa famiglia di Bessica di Loria nei confronti del ciclismo. Tanto che, con la loro azienda di dimensioni artigianali continuano a sponsorizzare, con le valigie, team world come la Barhain Merida e team professional come la Bardiani. Oltre ad altri piccoli team sempre nel ciclismo. E Vincenzo Nibali a Bessica di Loria ci è arrivato come uno di famiglia. Foto di rito e tanti tifosi ad accogliere l’idolo del ciclismo italiano, sempre gentile, disponibile e con il sorriso. A firmare autografi, a farsi scattare foto e a fare selfie. Insieme a lui uno dei corridori giovani più apprezzati a livello internazionale. E pure vincente, Matej Mohoric, sloveno ma anche lui da sempre di casa in terra veneta. A Vincenzo Nibali abbiamo chiesto del suo stretto legame con la terra veneta. “Qui ho tantissimi amici, e molti sponsor tecnici. Come non esserlo legati a Treviso, ai trevigiani e ai veneti tutti. E poi il mio preparatore Paolo Slongo è di Treviso città. Tante volte sono da lui per fare i test e il rapporto con Slongo va oltre quello di tecnico e corridore. Un rapporto di fiducia e di amicizia. Grazie anche a lui e ai suoi studi, alla sua preparazione ho potuto vincere tante corse (anche un Tour de France n.d.r.). Peccato non avergli regalato la vittoria al Lombardia come lo scorso anno. Ma purtroppo l’intervento alle vertebre ha rallentato la mia preparazione. Ho ricominciato ad andare in forma al mondiale ma ormai era troppo tardi e il Lombardia troppo vicino. Sul podio ci sono salito, secondo posto. Resta un pò di amarezza ma Tibaud Pinout era troppo forte in quel momento. Ed ora si pensa già al 2019”













