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Ristoranti, estetisti, palestre, piscine: le regole della sanificazione – TG Plus FOCUS

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Fase 2 significa riaperture ma anche sanificazione. Tante attività lavorative hanno ricominciato a lavorare ma con l’assillo costante del rispetto delle normative vigenti in tema di salute e di misure di contenimento della pandemia. “La corretta informazione è fondamentale – conferma Patrizia Pozzobon, titolare di KapturaUn punto di riferimento è l’ordinanza n. 48 del 17 maggio 2020 della Regione Veneto, in quel testo sono raggruppate le attività fondamentali. Purtroppo c’è tanta disinformazione, può capitare di assistere a parecchie situazioni equivoche. Sfatiamo alcuni miti: molte regole erano già presenti in precedenza e dovevano già essere seguite, quindi l’unica precauzione davvero difficile da far rispettare è quella del distanziamento sociale e dei turni di lavoro”.

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In alcuni casi si esagera, forse volutamente. “Sicuramente: si veda l’esempio delle estetiste o degli altri servizi alla persona. Non sono necessarie prolunghe per rispettare le distanze in quel tipo di mestieri, è sufficiente dotarsi dei meccanismi di protezione. Purtroppo le interpretazioni risultano fuorvianti e l’unico modo per risolvere questo tipo di questione è studiare le normative con attenzione”.

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Quali sono invece i segnali di un corretto servizio, ad esempio al ristorante? “Assolutamente il rispetto delle distanze oltre all’utilizzo delle mascherine da parte del personale. Non è necessario in assoluto in quel caso l’utilizzo dei guanti, dipende molto dall’organizzazione interna. Poi è obbligatorio avere il gel disinfettante a disposizione”. Più complicata la situazione delle palestre e delle piscine. “In quel caso occorrerà fornire alla clientela il materiale per sanificare immediatamente gli strumenti ginnici utilizzati, subito dopo aver esaurito il proprio turno. Nelle piscine il distanziamento sarà importante, anche negli spogliatoi, oltre che evitare i giochi in acqua e le condizioni di rischio. Teoricamente comunque negli impianti natatori dovrebbero già esserci da tempo protocolli di sicurezza specifici”.


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